Chi sa?

Chi sa?

Gli esseri umani si vantano delle conoscenze raggiunte. Sono i tesori della specie, trasmessi dall’inizio dei tempi, quando l”inorganico’ si avviò a diventare ‘organico’. Parlando di conoscenza, pensiamo immediatamente al meraviglioso cervello degli esseri umani, dimenticando che è presente in tutte le specie, anche quelle che definiamo inanimate. Api, vespe e ragni sono altamente specializzati: costruiscono strutture bellissime. Considerando il favo delle api, il nido delle vespe, la tela del ragno, riconosciamo la loro abilità, ma obiettiamo che queste specie non pensano. Non fanno calcoli matematici, non fanno disegni o progetti, non hanno intelligenza. Hanno solo istinti. Eppure non siamo stati noi esseri umani ad insegnare loro a costruire i nidi e le ragnatele. Sono quelle piccole creature ‘senza cervello’ che progettano e costruiscono le splendide architetture che muovono la nostra ammirazione. Se loro non sanno, chi sa? Loro sanno. La loro specie nel corso dell’evoluzione, ha acquisito quella particolare conoscenza. Anche guardando il mondo vegetale, guardando gli alberi ad esempio, osserviamo miracoli di conoscenza. Il melo sa come estendere le radici e i rami, come produrre foglie, fiori e frutti. Potresti obiettare che, non avendo intelligenza, il melo non può fare altrimenti. E tu? Hai fatto tu, con la tua intelligenza, le tue ghiandole, il torace, la colonna vertebrale, il tuo cuore? Tutto è il prodotto della conoscenza, che tutto comprende, inclusa la nostra capacità di pensare.

(liberamente tratto dagli scritti del monaco buddhista Thich Nath Hanh)

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Maurizio Tamai