Coltivare buoni semi

Coltivare buoni semi

La coscienza esiste a due livelli: sotto forma di semi e come espressione di quei semi. Supponiamo che in
noi ci sia un seme di rabbia. In presenza di condizioni favorevoli, quel seme potrà esprimersi come una
zona di energia che chiamiamo rabbia. E’ qualcosa che brucia e che ci fa soffrire. E’ molto difficile essere
sereni quando si manifesta il seme della rabbia. Ogni volta che un seme ha occasione di esprimersi, ne
produce di nuovi della sua stessa natura. Se siamo arrabbiati per cinque minuti, in quei cinque minuti si
produrranno altri semi di rabbia che andranno a depositarsi nel terreno del nostro inconscio. Ecco perchè
dobbiamo scegliere con cura il tipo di vita che conduciamo e le emozioni che esprimiamo. Quando
sorrido, emergono i semi del sorriso e della gioia. Nel momento in cui si esprimono, sto piantando nuovi
semi di sorriso e di gioia. Ma se non pratico il sorriso per diverso tempo, quei semi si indeboliranno e
forse perderò la capacità di sorridere. Dentro di noi ci sono tantissimi semi di diversa natura, positivi e
negativi. Alcuni li abbiamo piantati nel corso della nostra esistenza, altri ci sono stati trasmessi dai nostri
genitori, dai nonni e dalla società in cui viviamo. In un piccolo seme di mais, è contenuta tutta
l’informazione trasmessagli dalle generazioni precedenti, necessaria per farlo germogliare, produrre
foglie, fiori e pannocchie di granturco. Anche il nostro corpo e la nostra mente contegono le informazioni
derivanti dalle generazioni precedenti. I nostri nonni e i nostri genitori ci hanno trasmesso semi di gioia e
di pace, ma anche semi di rabbia e di dolore. Ogni volta che viviamo in modo consapevole, piantiamo
semi buoni e rafforziamo i semi buoni già presenti dentro di noi. I semi buoni si comportano come degli
anticorpi. Quando un virus entra in circolo nel sangue, il corpo reagisce producendo anticorpi che
accerchiano il virus, se ne impadroniscono e lo trasformano. Lo stesso vale per i semi psicologici. Se
piantiamo semi sani, benefici, rigeneranti, saranno loro a prendersi cura spontaneamente dei semi
distruttivi. Per riuscire bisogna alimentare la scorta di semi positivi. Dobbiamo coltivare la
consapevolezza senza sosta, per piantare dentro di noi semi benefici e rigeneranti. Allora quando ne
avremo bisogno si prenderanno cura di noi.
(liberamente tratto dagli scritti del monaco buddhista Thich Nath Hanh)