Cuocere le patate

Cuocere le patate

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Grazie alla luce chiarificatrice della consapevolezza, dopo un certo periodo di osservazione attenta,
cominciamo a intravedere le cause originarie della nostra rabbia. La meditazione ci aiuta a esplorare a
fondo le cose, per comprenderne la natura. Se esploriamo la nostra rabbia ne vedremo le radici, che
potranno essere incomprensione, mancanza di tatto, ingiustizia, risentimento, inadeguatezza o
condizionamento. Queste radici possono essere presenti in noi e nella persona che ha avuto il ruolo
principale nel far scatenare la nostra rabbia. Osserviamo attentamente per essere capaci di vedere e capire.
Vedere e capire sono i fattori liberanti che generano amore e compassione. Osservare attentamente per
vedere e capire le radici della rabbia è un metodo la cui efficacia dura nel tempo. Le patate crude non
sono commestibili, ma non le buttiamo via solo perchè sono crude. Sappiamo che possiamo cuocerle.
Perciò, le mettiamo in una pentola piena d’acqua, chiudiamo con il coperchio e accendiamo il fuoco sotto
la pentola. Il fuoco è la consapevolezza, la pratica della respirazione cosciente e del focalizzare
l’attenzione sulla nostra rabbia. Il coperchio simboleggia la concentrazione, perchè mantiene costante il
calore nella pentola. Quando esploriamo la rabbia aiutandoci con l’attenzione al respiro, per dare forza
alla nostra pratica, ci occorre un certo grado di concentrazione. Perciò, allontanata ogni distrazione, ci
concentriamo sul problema. Non appena mettiamo la pentola sul fuoco, interviene un cambiamento.
L’acqua comincia a scaldarsi. Dopo 10 minuti bollirà, ma per cuocere le patate bisogna tenere acceso il
fuoco un po’ più a lungo. Mentre pratichiamo la consapevolezza del respiro e della rabbia, la
trasformazione sta già avvenendo. Dopo mezz’ora solleviamo il coperchio e sentiamo un altro profumo.
Sappiamo che adesso possiamo mangiare le patate. La rabbia si è trasformata in un altro tipo di energia,
l’energia della comprensione e della compassione.
(liberamente tratto dagli scritti del monaco buddhista Thich Nath Hanh)