Genitori

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Quando penso a mia madre, non so separare la sua immagine dalla mia idea dell’amore, perchè l’amore
era l’ingrediente connaturato ai toni dolci e pacati della sua voce. Il giorno che persi mia madre, scrissi nel
mio diario: “Oggi si è compiuta la più grossa tragedia della mia vita”. Sebbene fossi adulto e vivessi
lontano da lei, perderla mi fece sentire come un orfanello abbandonato. So che molti non nutrono gli
stessi sentimenti nei confronti dei genitori. Conosco tantissime storie di genitori che hanno ferito
profondamente i figli, lasciando loro dentro molti semi dolorosi. Io credo però che non l’abbiano fatto di
proposito, volontariamente, che non volessero davvero farli soffrire. Forse hanno ricevuto quegli stessi
semi dai propri genitori. C’è una continuità nella trasmissione dei semi, e quei padri e quelle madri
potrebbero averli ereditati dai nonni e dalle nonne. Quasi tutti siamo vittime di un modo di vivere che non
è consapevole. La pratica del vivere consapevolmente, la pratica della meditazione, può mettere fine a
tutta questa sofferenza e interrompere la catena di dolore che si trasmette attraverso figli e nipoti.
Possiamo spezzare la catena impedendo che questi semi dolorosi si trasmettano ai nostri figli, ai nostri
amici, a tutte le persone con cui veniamo in contatto nella nostra vita.
(liberamente tratto dagli scritti del monaco buddhista Thich Nath Hanh)