Lavare i piatti

Lavare i piatti

image_pdfArticoli

Secondo me, l’idea che lavare i piatti sia sgradevole può venire in mente solo quando non li stiamo lavando.
Una volta davanti al lavandino, con le maniche rimboccate e le mani nell’acqua calda, in realtà non è affatto sgradevole. Mi piace dedicarmi con calma ad ogni piatto, pienamente consapevole del piatto, dell’acqua e di ogni movimento delle mani. So che se mi sbrigo per finire prima, l’esperienza di lavare i piatti sarà sgradevole e indegna di essere vissuta. Se non so lavare i piatti con gioia, se cerco di finire il prima possibile per andare a mangiare il dolce, sarò altrettanto incapace di gustarlo. Con la forchetta in mano, penserò a cosa fare dopo, e la sua consistenza e il suo sapore, nonchè il piacere di mangiarlo, andranno perduti.Sarò sempre risucchiato dal futuro e il presente continuerà a sfuggirmi. Sotto la luce della consapevolezza ogni pensiero, ogni gesto ,diventano sacri. Ammetto che mi ci vuole un po’ più di tempo per rigovernare la cucina, ma vivo ogni istante fino in fondo e sono felice. Lavare i piatti è al tempo stesso un mezzo e un fine, ossia, non li laviamo solo per avere i piatti puliti, ma laviamo i piatti anche semplicemente per lavare i piatti, per vivere fino in fondo ogni istante.

liberamente tratto dagli scritti del monaco buddhista Thich Nhat Hanh

ABOUT AUTHOR

Maurizio Tamai